Redesign dei processi

Avere una fotografia chiara del “chi fa che cosa e come” è spesso un argomento che suscita insoddisfazione da parte dei collaboratori di un’organizzazione.

In contesti caratterizzati da forte dinamicità come quelli attuali, le aziende possono trovarsi a dover agire velocemente, in modo disorganico, trascurando principi di efficacia ed efficienza: duplicazioni di attività, poca chiarezza su ruoli e responsabilità, uso non strategico della tecnologia portano molto spesso a ottenere risultati insoddisfacenti e tempi di realizzazione delle attività troppo lunghi. 

La necessità di un intervento diventa dunque una priorità della Direzione HR, chiamata a ricostituire un ambiente di lavoro ottimale, dove i processi vengano realizzati in modo efficace ed efficiente da persone soddisfatte e felici.

Aree di intervento

Il punto di partenza sono le Direzioni HR, che non si limitano più a essere una funzione di supporto, ma che rivestono sempre più un ruolo di acceleratori di business performance

La gestione strategica del capitale umano aziendale è infatti uno dei più importanti fattori chiave per raggiungere il successo di un’organizzazione, indipendentemente dal settore in cui opera o dalla sua dimensione. È ormai ampiamente dimostrato che la felicità aziendale - data da un ambiente in cui le persone sono incoraggiate a dare il meglio di sé in quello che fanno, perché coinvolte e motivate da un obiettivo comune – porta incrementi significativi della produttività.

Un approccio strategico alla gestione delle persone, affinché sia efficace, richiede una visione integrata: analizzare il ruolo ricoperto dai collaboratori all’interno dei processi che li vedono coinvolti, le caratteristiche comportamentali attraverso cui interpretano tale ruolo e la posizione di ciascuno all’interno della struttura organizzativa. In questo modo sarà possibile identificare le strategie per “collocare la persona giusta al posto giusto”, al fine di assicurare gli obiettivi aziendali e generare felicità aziendale.

Perché Ayming 

L’approccio di Ayming coniuga lo studio tecnico dell’organizzazione e dei processi (chi fa che cosa) con l’analisi delle soft skill esistenti e desiderate dell’organizzazione (come): capire quali attività sono legate a ciascun processo e come svolgerle nel modo più efficace e maggiormente in linea con la cultura aziendale.

L’attività di Ayming si traduce nel mappare organizzazioni, processi e sistemi attraverso l’analisi di informazioni quantitative e qualitative, in modo da restituire una fotografia chiara della realtà attuale, capire quali sinergie sfruttare e quali aree poter ottimizzare, mettendo in evidenza azioni concrete di miglioramento.