31 January 2018

Stefano Guerrieri CEO di PlayWood racconta il loro modello vincente di Business Sostenibile

Business responsabile e arredi di design, combinazione perfetta. L’esperienza PlayWood e i perché di un modello vincente

Cosa significa essere sostenibili? Non solo essere rispettosi dell’ambiente, ma creare un sistema virtuoso di business, in cui la soddisfazione sia distribuita passando dal fornitore al cliente. 

Volete costruire, personalizzando, una scrivania, un tavolo? Nessun problema, potete usare il sistema modulare PlayWood, che permette di combinare connettori e pannelli per realizzare arredi. Ottima idea, ma non è finita qui: i mobili possono essere di design italian style, grazie ai suggerimenti della community dei designer. E ancora: se vivete dall’altra parte del mondo, il legno vi giungerà dal territorio nel quale abitate e gli arredi possono essere usati, e usati, e nuovamente ripensati. Questa è la manifattura 4.0, ma anche qualcosa di vicinissimo alla nuova idea di impresa, già orientata alla filosofia B Corp. Non per altro PlayWood è parte dell’incubatore di Start Up LUISS EnLabs e ha ricevuto il premio Ayming “Be a B Corp for Start up” grazie al quale verrà supportata nel proprio percorso, gratuitamente, per certificarsi B Corp. 

Cos’è “delocalizzare” nel 2018?

PlayWood dimostra come sia possibile, in qualunque mercato, portare innovazione. In questo specifico caso si tratta di produzione, ma anche di logistica. “A fronte di un mass market nel quale ogni cosa proviene ormai dalla Cina - spiega Stefano Guerrieri Ceo/Cofounder di PlayWood - noi abbiamo scelto di utilizzare una tecnologia produttiva digitale, e tenere la produzione delle parti in legno in loco, ossia il più possibile vicino al cliente. Questo ci permette di ridurre l’impatto ambientale, grazie alla diminuzione del trasporto delle materie prime, e di fornire un supporto attivo alle manifatture dei diversi Paesi, che si tratti di Europa, Stati Uniti, Asia”. Questa potrebbe essere definita come la nuova forma “nobile” di delocalizzazione, nella quale la produzione è volutamente demandata ai diversi territori, mentre l’intelligence resta italiana. 

L’idea nativa di sostenibilità, che come vedremo è davvero a tutto tondo, prevede in PlayWood che gli arredi siano realizzati in legno (betulla proveniente da foreste sostenibili oppure pannelli provenienti da filiere controllate, realizzati in materiale riciclato).

In un mercato - specie quello europeo - che si sta progressivamente modernizzando e che sta tentando di diventare sempre più virtuoso, una supply chain sostenibile è vista con estremo favore. “Anche perché - precisa Guerrieri - siamo riusciti ad abbinare una produzione sostenibile al risparmio economico derivante dal non trasporto del materiale. Inoltre, i nostri arredi possono essere riassemblati, da uno scaffale si può ricavare una panca, per esempio. Questo dà al cliente proprio l’idea tangibile di un’attenzione alla vita dei materiali. Non sprecare, riciclare, è davvero un approccio ‘green’”.

Una scelta di vita

Aziende di dimensione ridotta, innovative e digitali, non possono disaccoppiare la sostenibilità dalla vita degli individui. Il caso PlayWood è emblematico. Spiega il Ceo: “La nostra organizzazione è orizzontale, condividiamo ogni scelta in team, abbiamo e manteniamo un forte ideale comune. Abitiamo a Reggio Emilia, città a misura d’uomo, quattro dei cinque professionisti della nostra azienda vengono a lavorare in bicicletta. In studio utilizziamo solo carta riciclata, abbiamo una cucina interna, cerchiamo di essere smart in ogni direzione. Questa nostra idea di business è fondante, motivo per cui cercheremo di mantenerla assolutamente intatta anche nel momento in cui saremo chiamati ad aumentare il numero dei collaboratori”.

Guerrieri conferma che il contesto socio-economico italiano non è particolarmente roseo, per i 25-40enni. I designer di PlayWood sono però riusciti a costruirsi un lavoro tailor made. “Un lavoro che ci piace. Questo è per noi un valore che non prevede compromessi di sorta. Credo sia proprio questo elemento, tra l’altro, ad averci consentito di crescere e di essere innovativi. La nostra società si sta sviluppando molto velocemente. Nel giro di pochi mesi siamo passati da tre a sette professionisti”.

Guerrieri è anche consapevole di quanto sia agevole, per la sua azienda, ragionare in ottica B Corp. “Noi abbiamo costruito l’azienda a nostra misura. Le aziende di grande dimensione scontano un tempo di resilienza molto più lungo”.

Una realtà imprenditoriale impostata in questo modo ingloba, come accennato, anche la vita privata dei suoi protagonisti. Non solo nelle azioni concrete, ma anche nell’approccio al lavoro. Il tema non è essere impegnati 13-14 ore in azienda (atteggiamento usuale, nelle imprese di qualunque dimensione), ma il modo in cui questo tempo viene vissuto: “Si tratta di ore ben spese, se il luogo nel quale vivo e lavoro riflette il mio ideale. Almeno nella nostra società, questo è diventato un bisogno, che noi abbiamo cercato di soddisfare. Spero che anche le grandi aziende, mutando il loro approccio in questo senso, possano attrarre talenti, coinvolgere di più le loro persone. Certo, sarà richiesta una grande fatica, ma vi saranno anche grandi vantaggi”. 

Non solo business, ma business sostenibile 

PlayWood non è una piccola società votata al web. E’ una start up e, come tale, ha il compito di crescere del 20% mese su mese. Senza la tecnologia e gli strumenti correlati (piattaforma e-commerce, gestione del team in outsourcing) sarebbe “Praticamente impossibile garantire questi risultati”. 

Il percorso B Corp, grazie all’interessamento di Ayming, si è fatto ingaggiante, in casa PlayWood, oltre che interessante: “Grazie alla nostra filosofia di business, molti passi sono già stati effettuati, in ottica sostenibilità, così come richiesto dal movimento B Corp. Certamente, poter vantare un documento che certifichi questi stessi passi garantisce un impatto molto forte, anche a livello di comunicazione verso clienti e fornitori. Inoltre, la certificazione B Corp mette alla luce elementi di valore che altrimenti rimarrebbero nascosti nell’operatività quotidiana”.

Volendo riassumere in un concetto il nuovo modo di fare business di PlayWood, si potrebbe usare il termine entusiasmo. “L’entusiasmo ci caratterizza e ci distingue dalle altre aziende. Questo è il cambiamento più forte che possiamo portare alla società: lavorare e credere in ciò che si sta facendo. Per noi, in più, questo significa anche ricondividere competenze e ricchezza, anche immateriale, con il territorio nel quale siamo inseriti”, completa il Ceo. 

 

Ti potrebbe interessare anche...

Ritratto di Start Up di Diego Pelle

CEO di Direttoo