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Michela Negri – Innovation Junior Consultant

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Ayming Institute
23 Novembre, 2019

“Sono determinata, non lascio mai nessun progetto a metà. Mi piace imparare, crescere, avere a che fare con le persone. E spaziare in tanti mondi, dall’ambito STEM alla Ricerca e Sviluppo che si pratica in Ayming”.

24 anni e una carriera appena iniziata in Ayming in qualità di Innovation Junior Consultant; dalla laurea in Chimica alla scelta di lavorare fuori da un laboratorio, Michela mostra passione e desiderio di lasciare il segno.

Da cosa è nato il tuo interesse per la chimica?

In realtà al liceo (classico) avrei voluto diventare una giornalista e poi mi sono appassionata per la medicina. Ho studiato per passare il test d’ingresso a Medicina, che non ho superato. Per non perdere un anno mi sono così iscritta a Chimica, all’Università Bicocca di Milano. Con il passare dei mesi mi sono accorta che quello era il mondo che mi piaceva e ho proseguito. Sono stati anni importanti durante i quali ho curato sia la parte teorica sia quella di laboratorio. Durante la tesi ho infine compreso di essere comunque alla ricerca di qualcos’altro, rispetto alla vita in laboratorio, che mi tenesse più a contatto con le persone.

Quali qualità ti aiutano nel tuo percorso professionale e nella tua vita personale?

Sicuramente la mia determinazione. Non lascio mai niente, nella mia vita, a metà, e cerco di concludere ogni progetto al meglio delle mie possibilità. Non ho paura di spostarmi dalla cosiddetta “comfort zone”: ritengo che nel momento in cui si vuole avere tutto sotto controllo, significa che non si sta procedendo nella giusta direzione e non abbastanza velocemente. Inoltre, mi piace imparare ogni giorno cose nuove, e l’unico modo per farlo è “muoversi”.

Quali sono invece i valori che ti definiscono?

Il principale valore per me è l’onestà. Dico sempre quello che penso, cercando ovviamente di filtrarlo con le regole del buon senso. Sono onesta con gli altri, ma soprattutto con me stessa. È infatti importante mantenere fede alla regola di non far mai male a se stessi, ovvero di non andare mai contro ai propri principi. Con questo voglio anche intendere il non prendere scorciatoie. Tutto si può fare, mai tradendo se stessi.

Chi è la persona per te fonte di ispirazione?

Mia mamma e la sua storia. La stimo sia personalmente, per come è riuscita a reagire alle situazioni che abbiamo vissuto, sia professionalmente. Ha avviato quattro negozi, è un’imprenditrice nata. La mia facilità nel dialogare con tutti proviene dal fatto che io sia cresciuta stando con lei in negozio e avendo a che fare con le persone. È da lei che ho imparato a non mettermi dei limiti in quanto donna, perché mi ha insegnato che con l’impegno quotidiano e la volontà, è possibile uscire anche dalle situazioni peggiori, raggiungendo i propri obiettivi e disegnando il proprio successo.

Come ti comporteresti di fronte a una persona che mettesse in dubbio la tua competenza solo perché tu sei sia donna e giovane?

Gli farei cambiare idea con il mio lavoro e la mia preparazione. Credo che, su questo, le donne debbano fare molta attenzione: spesso sono esse stesse le prime detrattrici del proprio ruolo. Essere giovane, e donna, è un’arma vincente, non un elemento penalizzante.

Hai già dovuto affrontare sfide, nella tua carriera, legate all’essere una donna in ambito STEM?

No, ma devo aggiungere che questa idea del sentirsi diverse in quanto femmine che operano in un mondo scientifico non mi appartiene affatto. Certo la mia vita professionale è iniziata da poco, ma devo dire che non mi sono mai posta il problema di come affrontare una carriera in ambito STEM come donna. I miei valori, le mie competenze, la mia esperienza, questo è ciò che mi caratterizza, non il mio genere.

Pensi che una giovane donna fatichi, nel nostro Paese, a conciliare impegni familiari e professionali?

Non credo, per me vale appunto l’esempio dato da mia madre, che è sempre riuscita a coniugare al meglio entrambi i ruoli. I tempi sono cambiati, mi auguro in modo importante: oggi uomo e donna sono parimenti impegnati sul lavoro e parimenti impegnati a gestire le questioni domestiche.

Per quale motivo le donne dovrebbero considerare una carriera nel tuo ambito (i.e. laurearsi in Chimica)?

Io penso che la carriera in ambito chimico sia e debba essere aperta a tutti. Fornisce, a chi la “pratica”, una matrice tecnica e una apertura mentale unica. Entrambe queste dimensioni risultano estremamente utili nella vita professionale, sia che si resti nell’ambito scientifico sia che ci si orienti verso altri ambiti (come è capitato a me).

Come hai conosciuto Ayming?

Una persona di Ayming aveva relazioni professionali all’interno della mia facoltà; essendoci in azienda delle posizioni aperte, una docente ha segnalato il mio curriculum vitae che, in un primo momento, non è stato tenuto in considerazione perché le mie competenze non erano adatte ai ruoli da coprire, ma, successivamente, Ayming mi ha contattato per una nuova posizione che nel frattempo si era aperta nell’ambito del Tax Credit. Il colloquio è andato ovviamente bene!

Quale ruolo ricopri in Ayming?

Sono “consulente di innovazione”. Mi occupo di valutare i progetti di Ricerca e Sviluppo delle aziende e analizzare la loro eligibilità in riferimento alla normativa italiana sul credito di imposta, e mi occupo anche della redazione dei dossier correlati.

Quali competenze acquisite dall’esperienza di una laurea STEM utilizzi nel tuo lavoro in Ayming?

Lo sguardo analitico, la spirito di osservazione. Riesco ad avere una visione “a tutto tondo” relativamente a ogni tema o argomento. Inoltre, la capacità di vivere con un approccio positivo le sconfitte, facendo tesoro di quanto si è imparato. Credo infatti che da una sconfitta si impari più che da una vittoria; questo nell’ambito chimico è un mood quotidiano.

Cosa ti ha colpito di Ayming? Quale cultura aziendale hai trovato?

Mi ha colpito positivamente il rapporto con le persone. Inoltre, l’ambito di cui ci si occupa, che è quello dell’innovazione, molto vicino a quello da cui provengo: cos’è, la chimica, se non costante innovazione? Durante il colloquio mi sono sentita a mio agio e non ho percepito intenti legati al mettermi sotto pressione o ad analizzarmi-giudicarmi. Una volta iniziato il lavoro vero e proprio, ho scoperto l’attenzione che l’azienda pone nei confronti delle persone: penso all’orario flessibile, oppure allo smart working, o a quei piccoli segni informali che fanno capire di essere considerati realmente in quanto individui.

Qual è stata l’esperienza più forte che hai vissuto in Ayming sino a questo momento?

Il giorno in cui ho finito il mio periodo di prova, le mie responsabili mi hanno offerto la colazione mostrandomi la loro contentezza per questo “passaggio”. Sono rimasta colpita dal fatto che in questa azienda niente venga dato per scontato.

Se tu dovessi riassumere in un concetto la tua storia, cosa diresti?

Sono una persona che ha imparato ad affrontare le situazioni che la vita le ha posto di fronte, che non sono state né facili, né banali o scontate. Mai piangersi addosso, sempre andare avanti.

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