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Business Portrait: Susi Santarelli, imprenditrice di Inergia Spa

Business Portrait: Susi Santarelli, imprenditrice di Inergia Spa
Insight
Ottobre 31, 2018

Il futuro è nella Green Economy e nel potenziale di quelle pmi che devono investire nel Management

Ha fatto scelte pionieristiche nel settore delle rinnovabili e all’epoca ha affrontato non poche difficoltà a trovare il personale specializzato disponibile a trasferirsi ad Ascoli Piceno per lavorare con lei. Con una visione lungimirante sul futuro, ha scommesso sulla Green Economy e sull’importanza di trattenere i talenti in azienda. Si è scelta un team che la rispecchiasse: entusiasta, propositivo e molto operativo, in grado di supportarla nella realizzazione delle sue idee. L’imprenditrice Susi Santarelli è Direttore delle Risorse Umane e Organizzazione aziendale, nonché componente del CdA di Inergia Spa, la società che ha visto e fatto crescere. Bellissima donna, mamma di tre figlie molto orgogliose di lei, Susi Santarelli fa parte del Senior Advisory Board di Ayming

Quali sono state le tappe fondamentali della sua carriera?

Sicuramente la prima tappa è stata quella di laurearmi in Economia con indirizzo economico aziendale presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Quello era il tipo di studi che volevo fare e quelle le materie che mi interessavano. Ho iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia e fin da bambina mi recavo negli uffici con mio padre, era un ambiente che conoscevo bene. Dapprima mi sono dedicata al settore amministrativo e dopo alcuni anni ho voluto avvicinarmi alle risorse umane, l’ambito che più mi interessava. Volevo mettermi alla prova e ho approfondito la materia conseguendo un Master. All’epoca la nostra azienda si concentrava prevalentemente sulle costruzioni e le tematiche in campo erano molte e diversificate, sia per quanto riguarda il personale specializzato, sia per il rapporto con gli stakeholder che venivano tanto dal pubblico che dal privato. È stata una grande soddisfazione personale. Il mio percorso di crescita è stato agevolato grazie anche all’aiuto dei dirigenti che collaborano con noi da anni. A seguire ho formato e fatto crescere in azienda tanti neo laureati che si affacciavano al mondo del lavoro. La mia carriera è stata quindi contraddistinta inizialmente da una fase conoscitiva nell’ambito amministrativo, per poi passare in maniera strutturata a quella organizzativa, la parte più decisionale e strategica. Ho sempre agito nelle diverse società facenti capo al gruppo Santarelli occupandomi non solo del settore delle costruzioni, ma anche di quelli turistico-alberghiero ed editoriale. E oggi seguo prevalentemente lo sviluppo delle rinnovabili. All’intenso lavoro in azienda, ho però sempre affiancato l’impegno nelle attività del no profit. La dedizione al mondo del volontariato mi ha portato a operare per tanti anni nell’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (Anfass) di Ascoli Piceno. Sono anche consigliere regionale dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Dal 2010 inoltre sono membro dell’Organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno impegnata a valorizzare le comunità locali, promuovendo in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore lo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro territorio con uno sguardo all’emergenza sociale. Questo filone parallelo mi ha aiutato a controbilanciare il lavoro in azienda, ispirato ovviamente alle logiche del business. 

Quali sono le virtù che si riconosce nel ruolo che svolge e quali i lati del suo carattere che vorrebbe migliorare?

In azienda il mio stile è partecipativo: ho molto entusiasmo, amo coinvolgere, stimolare e quando serve anche delegare. Mi prendo cura di chi collabora con me, il mio team è formato da persone con cui ho costruito un rapporto particolare, come ama definirlo mio padre:” La nostra Famiglia allargata”. Lavoro per obiettivi, sono in grado di portare avanti diversi progetti, ma esigo che intorno a me ci siano figure molto operative. Essendo attenta al rapporto inter homines – nel settore delle costruzioni abbiamo vissuto momenti difficili con la recente crisi ed affrontato situazioni critiche ad essa collegate – m’impegno sempre a mantenere un buon clima aziendale e a motivare i nostri collaboratori. Tengo alto il morale, e ciò viene molto apprezzato; trovo sempre il tempo di ascoltare chi mi circonda, cercando di venire incontro alle difficoltà o ai problemi riscontrati. Il mio entusiasmo, di contro, mi spinge a voler fare troppe cose, per poi accorgermi di non poterle seguire personalmente e bene dall’inizio alla fine. Mi rendo conto che dovrei concentrarmi su un numero minore di attività, per questo motivo ho imparato a delegare e ho avuto la fortuna di incontrare persone capaci e affidabili su cui contare.

Come coniuga lavoro e vita privata? Potrebbe descriverci un suo giorno lavorativo tipo e un momento di relax?

Ho sempre desiderato lavorare e mi sono distinta proprio per il costante impegno profuso nel mio lavoro. Nel frattempo ho avuto tre figlie, a distanza ravvicinata una dall’altra. Le bambine in tenera età si ammalavano spesso ed avevano bisogno di molta attenzione. Non ero mai del tutto tranquilla quando ero in ufficio perciò ho patito un rallentamento dei miei ritmi lavorativi. Vivere in provincia mi ha comunque aiutato a gestire quel periodo molto complesso: le distanze erano minime e potevo avvalermi del sostegno familiare. Non appena le bimbe hanno intrapreso il percorso scolastico, sono tornata full time. Oggi le mie ragazze sono ormai grandi e molto orgogliose di me e delle mie scelte. Penso di essere stata un buon esempio per loro. Attualmente per lavoro mi sposto parecchio fra le varie sedi delle società, in particolare Roma e Ascoli Piceno. Nel tempo libero amo viaggiare. Ho sempre desiderato vedere e conoscere il mondo e quando le mie figlie erano ancora piccole le portavo comunque in vacanza con me. Sono una grande sportiva, amo la montagna, fare trekking, le ragazze mi accompagnano spesso, credo sia un buon modo per legare e raccontarci le novità, inoltre vado con regolarità in palestra. 

Ci racconti uno dei suoi successi nei vari momenti: dalla sfida alle difficoltà, dal momento in cui ha temuto di non farcela al raggiungimento dell’obiettivo. 

Voglio raccontare il caso della società che seguo attivamente, Inergia Spa, nata nel gennaio 2003, società leader nel settore delle energie rinnovabili, con una capacità installata di circa 150 MW tra impianti eolici e fotovoltaici, ed ulteriori 42 MW in corso di realizzazione. Abbiamo parchi eolici e fotovoltaici in varie regioni d’Italia. Questa società l’ho vista crescere, dalla sua costituzione fino ad oggi. Ho seguito tutti i processi aziendali lavorando da subito sull’aspetto organizzativo. Eseguiamo attività di scouting dei terreni sui quali vorremo costruire un parco eolico, poniamo degli anemometri per misurare l’intensità del vento e poi valutiamo il discorso delle autorizzazioni, che variano da regione a regione, un iter che può durare anche anni. Una volta ottenuti i permessi, i nostri tecnici seguono tutto lo sviluppo progettuale fino alla realizzazione del sito. Mi sono dedicata ad inserire nell’organico personale specializzato che, all’epoca della creazione di Inergia, non esisteva. Era molto difficile infatti trovare figure con le peculiarità che servono nel campo delle rinnovabili, che non necessita di risorse numerose bensì dotate di caratteristiche specifiche. Confesso di aver avuto dei momenti di scoraggiamento. Ho attinto dal Management di Enel e di Erg, e dovevo convincere queste persone a spostarsi ad Ascoli Piceno, passando da grandi gruppi a una società piccola e giovane. Per raggiungere il mio obiettivo ho lavorato su più livelli. In primis ho investito molto nella formazione ricercando il personale adatto anche nelle università. Le figure giuste venivano selezionate ed inserite in azienda con uno stage. Molte di loro che ho formato allora lavorano ancora oggi da noi ed hanno raggiunto ottime posizioni. Ho iniziato a dialogare con altri HR manager che lavoravano nello stesso ambito, abbiamo fatto rete e ne è nato anche un libro, “Green Job", lavorare nella green economy”, edito da Hoepli. Nei capitoli che ho scritto ho delineato i profili ideali per questo settore. Negli anni 2009-2010 si affrontavano molto i temi della Green Economy ed ho partecipato attivamente a convegni ed incontri. È stata un’avventura complessa, ero operativa anche il sabato per fare incontri e colloqui. Attualmente la grande soddisfazione è quella di aver formato un team eccellente e posso dire che l’arduo lavoro mi ha pienamente ricompensata. Ci siamo esternalizzati in Romania e in Turchia, Inergia ha acquisito un’ottima reputazione nel settore. 

Qual è il suo rapporto coi social network? Li usa per informarsi? Utilizza Linkedin? Trova che sia uno strumento utile per il suo lavoro oppure pensa che la quantità di inviti e di messaggi rischia di diventare invasiva? 

Ho un ottimo rapporto con i social network perché ho subito compreso il giusto modo di usarli, proteggendo sempre la mia privacy. Utilizzo quotidianamente Linkedin, lo trovo utile per la mia attività professionale: anche così ho trovato all’epoca il personale che mi serviva. Seguo gruppi che si occupano delle tematiche Green e mantengo i contatti con società che lavorano nell’ambiente. L’unico social che utilizzo nella mia vita privata è Instagram, l’ho scoperto tramite le mie figlie, mi sono incuriosita e mi piace. Amo la fotografia, una passione che condivido con loro. Postiamo gli scatti che ci piacciono e le immagini dei viaggi. 

Parlando di sviluppo e trasformazione aziendale pensa che il settore Procurement possa e debba diventare più strategico?

Abbiamo avuto sempre la consapevolezza che il Procurement fosse un settore strategico e fra i nostri obiettivi c’è sempre stato l’ottimizzazione di questo ambito. Abbiamo un database dei fornitori con i quali coltiviamo da tempo un rapporto di fidelizzazione basato sulla massima correttezza. Un approccio che quando facevamo grandi opere era davvero strategico e lungimirante. Lavorando molto in appalto e sub appalto, la contrattualistica riveste un aspetto fondamentale e in azienda ci avvaliamo di un ufficio legale che se ne occupa costantemente: con contratti fatti bene abbiamo cercato di prevenire qualsiasi problematica. Visti gli importi importanti, anche oggi con Inergia, bisogna essere attentissimi. 

Quali sono secondo Lei i settori in cui le aziende dovranno svilupparsi domani? Quali quindi saranno le principali sfide che dovranno essere superate?

Comincio da ciò che mi sta più a cuore: credo molto nella Green Economy. Sono stata spesso nelle scuole qui ad Ascoli Piceno a parlare di sostenibilità e del risparmio energetico. Volevo spiegare ai ragazzi che cosa siano le rinnovabili, cosa significa energia prodotta da fonti rinnovabili e la differenza con le fonti fossili. Sostengo che sia necessario continuare ad investire su questa mentalità basata sulla circolarità e sul riuso. Nel mondo delle costruzioni abbiamo da subito trovato ed applicato delle tecnologie Green, sia per quanto riguardava i materiali impiegati che l’attenzione al consumo energetico. Altri settori importanti oggi e fondamentali domani sono l’Industria 4.0, perché bisogna credere ed investire nell’innovazione; il settore delle nanotecnologie avrà un sicuro sviluppo, mentre nell’agroalimentare e il turismo c’è ancora molto da fare. A fini lavorativi stanno dando buoni frutti tutte le attività svolte nel terzo settore, ovvero sostenere le organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, e tutti gli enti filantropici. Molte persone che avevano perso il lavoro a seguito della crisi, in questi anni si sono dedicate alle cooperative sociali, ed hanno così trovato un impiego. Come Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno finanziamo progetti che vengono inizialmente validati e che poi si reggono da soli, come il caso della “Locanda centimetro zero” un casolare nel verde costruito e gestito da ragazzi con disabilità. Mi confronto con tanti imprenditori e comprendo come tante aziende piccole e medie a carattere prevalentemente familiare abbiano delle intuizioni che potrebbero farle crescere ancora di più. Nelle Marche, ad esempio, ci sono tante eccellenze nella produzione dei mobili e nel settore calzaturiero che investono molto nell’export. Si tratta di aziende sconosciute ai più alle quali manca ancora una mentalità manageriale. Ecco, penso che nel futuro dovranno investire nel Management e pensare in grande.  

Qual è il suo punto di vista sul mondo della consulenza?

Penso che abbia un ruolo fondamentale per il mondo aziendale. Colui che chiede consulenza, però, deve sapere con esattezza quello che vuole. Noi nelle fasi di cambiamento o di scelte societarie importanti, ci siamo avvalsi di consulenti esperti del settore. Chi fa consulenza deve essere disponibile a collaborare fianco a fianco con noi. Tempo fa avevamo chiamato un consulente organizzativo che sembrava molto capace, ma nella pratica non è riuscito a calarsi nello spirito dell’azienda, deludendo le nostre aspettative. Perciò prima di chiamare un consulente bisogna innanzitutto capire cosa si vuole chiedere, selezionare la figura giusta, confrontarsi e poi lavorare insieme. 

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