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Credito d’imposta beni strumentali 2026: cosa resta, come si usa e cosa cambia

beni strumentali

In questo articolo:

Nel 2026 il credito d’imposta per i beni strumentali non è più disponibile per i nuovi investimenti, ma i crediti già maturati continuano a essere utilizzabili secondo le modalità previste dalla normativa. Per le imprese è quindi importante capire come gestire il beneficio nel tempo e quali strumenti sono oggi disponibili per i nuovi investimenti.

Cosa resta del credito beni strumentali e come si usa nel tempo

La chiusura del credito d’imposta per i nuovi investimenti non significa che la misura abbia esaurito i suoi effetti. Le imprese che hanno maturato il beneficio sugli investimenti effettuati nel 2025 possono continuare a utilizzarlo secondo le modalità previste dalla normativa, così come quelle che hanno completato entro i termini gli investimenti prenotati entro il 31 dicembre 2025.

Il credito maturato non viene erogato direttamente, ma può essere fruito esclusivamente tramite compensazione nel modello F24, in tre quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui il bene risulta interconnesso o l’investimento è stato completato secondo i requisiti previsti.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la gestione delle quote annuali. Se una quota non viene utilizzata interamente nell’anno di riferimento, il beneficio non si perde: l’importo residuo può essere riportato negli esercizi successivi e recuperato senza limiti temporali, secondo le modalità previste nel quadro RU della dichiarazione.

Dal punto di vista finanziario, questa caratteristica rende il credito particolarmente flessibile. La compensazione può infatti essere utilizzata anche in assenza di un reddito imponibile, consentendo alle imprese di beneficiare comunque dell’agevolazione attraverso la riduzione dei tributi e dei contributi da versare. È una differenza sostanziale rispetto al nuovo meccanismo previsto per gli investimenti successivi al 2025, che approfondiremo più avanti.

In quale situazione si trova il tuo investimento? 

La gestione del credito d’imposta non è uguale per tutte le imprese. Le attività da svolgere dipendono dalla situazione in cui si trova l’investimento: c’è chi deve utilizzare un credito già maturato, chi deve recuperare quote residue non ancora compensate e chi, invece, sta pianificando nuovi investimenti e deve orientarsi verso gli strumenti oggi disponibili. Le imprese che avevano prenotato gli investimenti entro il 31 dicembre 2025 e li hanno completati entro il 30 giugno 2026 continuano infatti a beneficiare del credito secondo le modalità previste dalla normativa. 

Individuare correttamente la propria situazione è il primo passo per evitare errori nella fruizione dell’agevolazione, rispettare gli adempimenti richiesti e pianificare in modo efficace l’utilizzo del beneficio negli anni successivi.

Cosa tenere in ordine

Indipendentemente dallo scenario in cui si trova l’impresa, è importante verificare di avere a disposizione tutta la documentazione necessaria a dimostrare la corretta maturazione e fruizione del beneficio. In particolare, è opportuno controllare:

  • Documentazione che attesta l’interconnessione del bene; 
  • Perizia tecnica o attestazione di conformità, quando richiesta dalla normativa; 
  • Fatture e documenti di acquisto con la dicitura prevista per i beni agevolati; 

Una verifica preventiva della documentazione può ridurre il rischio di contestazioni e facilitare la corretta gestione del credito durante tutto il periodo di fruizione.

Il Fondo da 1,3 miliardi per Industria 4.0: la coda da non perdere

L’esaurimento delle risorse destinate al credito d’imposta Industria 4.0 ha creato incertezza per molte imprese che avevano già effettuato investimenti agevolabili entro il 2025. Per rispondere a questa situazione, la Legge di Bilancio 2026 ha istituito un Fondo da 1,3 miliardi di euro (comma 770) con l’obiettivo di incrementare le risorse disponibili per la misura.

Il Fondo è destinato agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025 e rappresenta un’integrazione delle disponibilità finanziarie previste per il credito Industria 4.0. Le risorse aggiuntive consentono di dare copertura a investimenti che rischiavano di rimanere esclusi a causa del raggiungimento dei limiti di spesa.

Per le imprese interessate, il beneficio continua a essere fruibile esclusivamente tramite compensazione nel modello F24, secondo le modalità previste dalla disciplina del credito d’imposta.

Per i nuovi investimenti: dal credito all’iperammortamento (in breve)

Per gli investimenti avviati dal 1° gennaio 2026 non è più possibile accedere al credito d’imposta per i beni strumentali. Il nuovo riferimento è l’iperammortamento, che resterà disponibile per gli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028, secondo le condizioni previste dalla normativa.

La differenza principale riguarda il funzionamento dell’agevolazione. Il credito d’imposta genera un beneficio utilizzabile in compensazione tramite modello F24, mentre l’iperammortamento opera attraverso una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, producendo un effetto sulla base imponibile ai fini IRES o IRPEF.

Questa distinzione ha conseguenze concrete nella pianificazione degli investimenti. Mentre il credito d’imposta può essere fruito anche in assenza di reddito imponibile, l’effettivo vantaggio dell’iperammortamento dipende dalla capacità dell’impresa di generare imponibile fiscale sul quale applicare la maggiore deduzione.

Per comprendere nel dettaglio come funziona il nuovo incentivo, quali investimenti possono accedervi e quali requisiti devono essere rispettati, è possibile approfondire il tema nell’articolo dedicato all’iperammortamento dal 2026.

FAQ

Sì, per i crediti già maturati su investimenti 2025 e «prenotati»: si compensano in F24 in tre quote annuali. Per i nuovi investimenti subentra l’iperammortamento.

In tre quote annuali di pari importo. La quota non utilizzata non si perde: si riporta in avanti senza limiti di tempo e si recupera negli anni successivi.

Si chiude solo la finestra di realizzo per gli investimenti «prenotati». I crediti già maturati restano pienamente utilizzabili, quota dopo quota, anche negli anni seguenti.

Sì: si utilizza in compensazione F24 anche senza reddito imponibile. È una differenza rilevante rispetto all’iperammortamento, che richiede un imponibile capiente.

All’iperammortamento: per i nuovi investimenti il credito non è più accessibile. Il vantaggio si distribuisce sull’ammortamento, non come compensazione immediata.

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