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Rimborso CONAI: come recuperare i contributi assolti sugli imballaggi esportati

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IVA internazionale

Autori

Paolo Intini
Paolo Intini

Director of Operations

In questo articolo:

Nel panorama della fiscalità internazionale, esiste un’opportunità spesso trascurata dalle imprese che operano sui mercati esteri: il recupero del contributo ambientale CONAI versato sugli imballaggi destinati all’esportazione. Si tratta di una pratica consolidata e riconosciuta dal sistema consortile, fondata su un principio di equità fiscale elementare: quando gli imballaggi escono dal territorio italiano per accompagnare merci vendute all’estero, essi non generano rifiuti sul territorio nazionale e, di conseguenza, il contributo versato per la gestione dei rifiuti di imballaggio in Italia non dovrebbe gravare sull’impresa esportatrice.

Il principio fondamentale dei rimborsi CONAI

Il rimborso CONAI rappresenta il recupero del contributo ambientale assolto al momento dell’acquisizione degli imballaggi presso i fornitori nazionali. Quando un’impresa acquista imballaggi, sostiene un contributo ambientale destinato a finanziare il sistema di gestione e riciclaggio dei rifiuti di imballaggio sul territorio italiano. Tuttavia, qualora quegli imballaggi accompagnino beni esportati all’estero, il contributo non dovrebbe costituire un onere per l’impresa esportatrice.

Il rimborso CONAI consente di recuperare questo importo, a condizione che siano rispettati requisiti specifici e che la documentazione di supporto sia adeguatamente strutturata.

Le scadenze: una finestra temporale che si restringe

Per il rimborso relativo agli imballaggi esportati nel 2025, la scadenza ordinaria era il 28 febbraio 2026. Le imprese che hanno rispettato questo termine hanno ottenuto il rimborso nella misura del 100%.

Per chi ha mancato questa scadenza, rimane ancora una possibilità: le imprese possono presentare richiesta di rimborso entro fine marzo 2026, ma con una riduzione della percentuale riconosciuta. La quota rimborsabile scende dal 100% al 75%, importo in ogni caso considerevole per le imprese che gestiscono volumi significativi di imballaggi.

Per il rimborso relativo agli imballaggi esportati nel 2026, la scadenza per ottenere il 100% sarà il 28 febbraio 2027. Questo arco temporale consente alle imprese di strutturare adeguatamente la raccolta e la verifica dei dati necessari per garantire una pratica completa e solida, evitando così le penalizzazioni che colpiscono le richieste presentate in ritardo.

I requisiti: fondamenti imprescindibili per accedere al rimborso CONAI

Per poter accedere al rimborso CONAI, le imprese devono rispettare quattro requisiti fondamentali:

La società deve essere consorziata CONAI. Se l’impresa non è iscritta al consorzio, l’accesso al rimborso rimane precluso. È importante verificare che l’iscrizione sia attiva e che la posizione contributiva sia regolarizzata presso l’ente.

Il contributo CONAI deve essere stato effettivamente assolto. Le fatture dei fornitori nazionali di imballaggi devono riportare chiaramente le diciture relative al Contributo Ambientale CONAI, consentendo di tracciare il pagamento effettivo e di documentarlo adeguatamente.

Deve essere disponibile documentazione idonea a dimostrare l’esportazione. Questo rappresenta il profilo più critico e spesso il punto di debolezza nelle pratiche di rimborso. La documentazione deve provare che gli imballaggi hanno effettivamente accompagnato beni esportati all’estero. Le prove possono includere fatture verso clienti con partita IVA estera, dichiarazioni Intrastat, documenti di trasporto internazionali e bolle doganali.

La richiesta deve essere presentata entro i termini previsti da CONAI. Per il rimborso 2026, il termine ordinario è il 28 febbraio 2027, con la possibilità di presentare richieste tardive entro fine marzo 2027 con la riduzione al 75%.

La preparazione strategica: il 2026 come anno cruciale

La differenza tra un rimborso massimizzato e un’opportunità persa risiede nella preparazione sistematica durante tutto l’anno solare. Molte imprese commettono l’errore di iniziare a raccogliere i dati solo quando si avvicina la scadenza, rischiando di perdere documentazione critica o di scoprire incoerenze che non possono più essere corrette.

Nel corso del 2026, le imprese dovrebbero intraprendere le seguenti azioni:

  • Verificare la posizione contributiva presso CONAI. All’inizio dell’anno, controllare che l’iscrizione al consorzio sia attiva e che tutte le dichiarazioni di import siano state regolarmente presentate. Qualsiasi irregolarità in questa fase può compromettere l’intero rimborso.
  • Verificare le fatture dei fornitori di imballaggi. Tutte le fatture relative all’acquisizione di imballaggi devono riportare le corrette diciture relative al Contributo Ambientale CONAI. Se le fatture non riportano queste informazioni, sarà difficile provare che il contributo è stato effettivamente assolto.
  • Monitorare le fatture verso clienti esteri. Durante il corso del 2026, verificare sistematicamente che vengano emesse fatture verso clienti con partita IVA estera. Questo rappresenta il primo elemento di prova dell’esportazione e deve essere tracciato con precisione.
  • Tenere un registro mensile degli imballaggi esportati. Questo è il passaggio più critico e spesso il più trascurato. Le imprese devono monitorare e registrare mensilmente le tonnellate di imballaggi esportate, suddividendole per destinazione (UE, Extra UE, San Marino) e per materiale di imballaggio (alluminio, acciaio, legno, carta, plastica, vetro). Per carta e plastica, è inoltre necessario suddividere i quantitativi anche per fascia di appartenenza.

Questo registro rappresenta il fondamento della pratica di rimborso e deve essere mantenuto con precisione durante tutto l’anno. Un registro incompleto o incoerente può portare al rigetto della pratica o a una riduzione significativa del rimborso riconosciuto.

La presentazione della pratica di rimborso

Le istanze di rimborso relative all’annualità 2026 dovranno essere presentate entro il 28 febbraio 2027, corredate da un adeguato dossier documentale. Per garantire una pratica completa e solida, è consigliabile avviare le attività di raccolta e verifica dei dati già a partire da gennaio 2026. Questo consente di identificare tempestivamente eventuali lacune documentali e di intraprendere le azioni correttive necessarie prima della scadenza finale.

Opportunità concreta di generare liquidità

Il rimborso CONAI rappresenta una concreta opportunità di recupero economico per le imprese che esportano imballaggi. Tuttavia, questa opportunità richiede una gestione sistematica e una pianificazione attenta durante tutto l’anno solare. Le imprese che iniziano a prepararsi fin da subito avranno il vantaggio di ottenere il rimborso nella misura del 100%, evitando la penalizzazione che colpisce le richieste presentate in ritardo.

Per chi ha già perso la scadenza del 28 febbraio 2026, rimane ancora la possibilità di recuperare il 75% del contributo versato, a condizione di presentare richiesta entro fine marzo 2026. Ma per il futuro, la lezione è inequivocabile: la preparazione anticipata e la gestione sistematica dei dati rappresentano la differenza tra un rimborso massimizzato e un’opportunità persa.

Verifica con i nostri consulenti se hai ancora la possibilità di richiedere il rimborso del 75% del CONAI assolto sugli imballaggi esportati nel 2025.

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