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Tax Credit per il settore alberghiero

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Tax Credit per il settore alberghiero
Le opinioni dei nostri esperti
Marzo 5, 2018

Una misura che agevola le strutture ricettive negli investimenti per la loro riqualificazione

Il turismo rappresenta, come ha dichiarato anche la Commissione Europea già nel 2007, un importante settore economico per tutta l’Europa che impatta notevolmente sulla crescita economica di tutto il vecchio continente. 

L’Italia rientra assolutamente in questo scenario dove, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 il turismo è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente.

Certo è che le difficoltà e i problemi anche in questo settore non mancano: spesso infatti i turisti si trovano a dover fare i conti con strutture fatiscenti nonostante ormai il turismo di qualità si veda anche nelle categorie alberghiere di fascia medio-bassa.

Per fare fronte a queste problematiche e, ben conscio dell’importanza che il settore turistico ricopre nell’economia del nostro paese, il governo italiano ha adottato già nel 2014 delle misure fiscali che incentivano interventi di ammodernamento e ristrutturazione delle strutture ricettive, in chiave sostenibile, del territorio Italiano.

La Legge di Bilancio 2018 ha quindi prorogato, stanziando ulteriori fondi il cosiddetto Bonus alberghi, già introdotto con il Decreto-Legge n. 83 del 2014, per il triennio 2018-2020. Lo stanziamento ammonta a 60 milioni di euro per il 2018, 120 milioni per il 2019 e 60 milioni per il 2020, per un totale di 240 milioni di euro in tre anni. 

La misura consiste in un credito fiscale del 65% per le spese per ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione energetica, abbattimento delle barriere architettoniche, interventi antisismici e acquisto di mobili e attrezzature in strutture ricettive, sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018.

Il credito di imposta complessivo per ciascuna impresa non può superare i 200.000 euro, non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali, è utilizzabile esclusivamente in compensazione ed è ripartito in due anni (due quote annuali di pari importo).

Quali sono le strutture agevolabili e le spese ammissibili?

Il Bonus destinato prima solo agli alberghi è stato ora esteso anche a agriturismi, strutture termali, residence, villaggi turistici, purché composti da minimo 7 camere e che siano esistenti almeno dal 1 gennaio 2012.

Gli interventi ammessi dal Bonus alberghi sono fondamentalmente quelle destinate alla ristrutturazione e riqualificazione delle strutture ricettive. Nello specifico le spese agevolabili sono: 

  • Ristrutturazione edilizia (anche mediante demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma)
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Riqualificazione energetica
  • Eliminazione delle barriere architettoniche
  • Interventi antisismici
  • Acquisto di mobili e attrezzature
  • Progettazione e verifica

È però importante che gli interventi non comportino ampliamenti volumetrici del complesso, con l’eccezione per quelli consentiti dai Piani Casa regionali (L. 06.08.2008 n.133). Consentiti invece frazionamenti e accorpamenti di unità immobiliari e in caso di mutamenti delle destinazioni d’uso queste devono essere conformi ai regolamenti urbanistici.

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