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Accordo UE–India: opportunità concrete e sfide operative per le imprese

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accordo ue-india

Autori

Andrea Spagnoli

Tax Lawyer | VAT & Fiscal Expert

In questo articolo:

Dopo anni di negoziati complessi e diverse fasi di stallo, UE e India hanno annunciato la conclusione dei negoziati per un accordo di libero scambio (Free Trade Agreement – FTA), destinato a incidere in modo significativo sui flussi commerciali tra i due mercati.

L’intesa, che dovrà ora completare l’iter formale di firma e ratifica, si inserisce nella più ampia strategia dell’UE volta a rafforzare le relazioni economiche con le grandi economie emergenti e a ridurre la dipendenza da catene di approvvigionamento eccessivamente concentrate. Per le imprese, tuttavia, il vero impatto dell’accordo non si giocherà sul piano politico, bensì su quello operativo e, in particolare, doganale.

Accordo UE–India: contesto strategico e impatti geopolitici

L’India rappresenta oggi uno dei mercati a più alto potenziale di crescita a livello globale, grazie a una base industriale in rapida espansione e a una domanda interna in costante aumento.

Dal punto di vista europeo, l’FTA UE–India mira a:

  • incrementare le esportazioni di beni e servizi europei;
  • migliorare l’accesso al mercato indiano per i settori ad alto valore aggiunto;
  • creare un quadro normativo più stabile e prevedibile per gli scambi commerciali.

 

Dazi e classificazione doganale nell’accordo UE–India

Il cuore di ogni accordo di libero scambio è rappresentato dalla riduzione – o dall’eliminazione progressiva – dei dazi all’importazione. Anche nel caso dell’FTA UE–India, le concessioni tariffarie saranno collegate in modo puntuale alle singole voci doganali.

In concreto, ciò significa che:

  • ogni prodotto dovrà essere correttamente classificato;
  • eventuali errori di classificazione potranno comportare la perdita del beneficio tariffario;
  • per prodotti complessi o “borderline” diventerà strategico valutare strumenti di certezza preventiva, come le decisioni tariffarie vincolanti (ITV).

In assenza di una classificazione solida e coerente, l’accesso alle aliquote preferenziali rischia di rimanere puramente teorico.

 

Regole di origine nell’accordo UE–India: requisiti e criticità operative

Come in tutti gli accordi preferenziali, il trattamento agevolato previsto dall’FTA UE–India sarà riservato esclusivamente ai prodotti che soddisfano le regole di origine preferenziale stabilite dall’accordo. Si tratta, con ogni probabilità, dell’aspetto più delicato e al tempo stesso più sottovalutato dalle imprese.

Le regole di origine definiranno infatti:

  • quali lavorazioni sono idonee a conferire l’origine preferenziale;
  • quali soglie di valore aggiunto o di trasformazione devono essere rispettate;
  • in quale misura sia consentito l’impiego di componenti o materie prime non originarie.

Sul piano operativo, le aziende dovranno essere in grado di dimostrare in modo puntuale e coerente l’origine preferenziale dei beni esportati o importati. Ciò richiede una gestione accurata delle distinte base, la piena tracciabilità delle materie prime e dei componenti utilizzati, il ricorso a dichiarazioni di origine affidabili da parte dei fornitori e l’adozione di procedure interne strutturate, documentate e facilmente verificabili.

In mancanza di un sistema adeguato di gestione dell’origine, il rischio non si limita alla perdita del beneficio daziario, ma può tradursi anche in recuperi doganali a posteriori, con applicazione di dazi, interessi e possibili sanzioni.

 

Prova dell’origine e controlli doganali nell’FTA UE–India

È verosimile che l’accordo preveda un sistema di autocertificazione dell’origine, in linea con i più recenti FTA dell’UE.

Questo modello semplifica formalmente le procedure, ma trasferisce sull’operatore economico la piena responsabilità della dichiarazione. In caso di controllo, l’impresa dovrà dimostrare in modo chiaro e coerente la correttezza dell’origine dichiarata.

È prevedibile che, soprattutto nella fase iniziale di applicazione dell’accordo, le autorità doganali intensifichino:

  • i controlli documentali;
  • le verifiche ex post;
  • le richieste di cooperazione amministrativa tra UE e India.

La preparazione preventiva diventa, quindi, un elemento essenziale.

 

FTA UE–India: impatti operativi e strategie di preparazione per le imprese

In vista dell’entrata in vigore dell’accordo, le imprese che operano – o intendono operare – nel mercato indiano dovrebbero avviare fin da subito una valutazione strutturata, che includa:

  • l’analisi dei flussi commerciali UE–India;
  • la verifica della classificazione doganale dei prodotti;
  • la simulazione dell’impatto daziario con e senza preferenza;
  • la revisione delle regole di origine applicabili;
  • l’adeguamento dei processi interni e della documentazione doganale.

L’esperienza dimostra che gli accordi di libero scambio premiano le imprese che arrivano preparate prima della loro entrata in vigore. Anticipare le criticità e strutturare per tempo i processi interni può fare la differenza tra un vantaggio competitivo concreto e un’opportunità solo potenziale.

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