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Panorama IVA 2026: principali modifiche alle aliquote e misure fiscali da monitorare

Una panoramica chiara delle principali modifiche alle aliquote IVA e delle misure fiscali in vigore dal 2026, con evidenza degli aggiornamenti specifici per Paese e del loro impatto sulle imprese.

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Aliquote iva 2026

Mentre i governi definiscono i quadri fiscali per il 2026, diversi paesi stanno introducendo modifiche significative ai propri sistemi IVA. Queste misure riflettono un insieme di priorità economiche, che spaziano dall’incentivazione dei consumi sostenibili alla riduzione del tax gap, dall’attenuazione delle pressioni inflazionistiche alla modernizzazione della tassazione in specifici settori.

Per le imprese che operano nei mercati UE, comprendere per tempo questi cambiamenti è essenziale ai fini delle strategie di pricing, della pianificazione della compliance e delle previsioni finanziarie. Di seguito una panoramica consolidata delle principali revisioni delle aliquote IVA e delle misure fiscali che entreranno in vigore nel 2026.

Principali tendenze emergenti nell’UE

A livello generale, stanno emergendo alcune tendenze sempre più evidenti:

  • Riequilibrio delle aliquote ridotte — Diversi paesi (ad esempio Paesi Bassi e Finlandia) stanno razionalizzando le aliquote IVA ridotte, spesso restringendo l’ambito delle esenzioni.
  • Sostegno mirato ai beni essenziali — Cipro, Lettonia e Svezia stanno prorogando o introducendo aliquote ridotte per generi alimentari, medicinali e altri beni essenziali.
  • Interventi settoriali specifici — I settori dell’ospitalità, degli alloggi, della cultura e dei servizi di mobilità risultano tra i più impattati.
  • Tassazione orientata a salute e ambiente — L’aumento dell’IVA in Slovacchia sui prodotti ad alto contenuto di zucchero o sale e l’incremento dell’aliquota sui pesticidi in Belgio evidenziano il continuo orientamento europeo verso modelli di consumo più sani e sostenibili.
  • Limitazioni IVA sui veicoli — Slovacchia e Croazia continuano a limitare la detrazione dell’IVA sugli autoveicoli utilizzati anche per finalità non aziendali, un aspetto rilevante per multinazionali e imprese di servizi.

Panoramica dettagliata delle modifiche IVA 2026

Aliquote IVA 2026

La tabella riepiloga i principali cambiamenti in materia di IVA, comprese le date di entrata in vigore, le variazioni di aliquota e i settori specificamente interessati.

 

Perché queste modifiche sono rilevanti per le imprese

Comprendere tempestivamente tali cambiamenti può aiutare le organizzazioni a prepararsi ai potenziali impatti su:

  1. Prezzi e struttura dei costi

Variazioni come l’aumento dell’aliquota sugli alloggi nei Paesi Bassi (dal 9% al 21%) o la nuova aliquota del 12% in Belgio sul cibo da asporto possono incidere in modo significativo sui modelli di costo e sui margini.

  1. Aggiornamento della supply chain e dei contratti

Con le nuove limitazioni alla detrazione IVA sugli autoveicoli (ad esempio in Slovacchia e Croazia), le imprese potrebbero dover rivedere le proprie strategie di gestione flotte e i contratti di leasing.

  1. Strategia settoriale

Settori come ospitalità, cultura, editoria e produzione alimentare registreranno alcune delle variazioni di aliquota più rilevanti, tra aumenti e riduzioni temporanee.

  1. Complessità nelle operazioni transfrontaliere

Le imprese multinazionali che operano in Europa dovrebbero prestare particolare attenzione a:

  • tempistiche di implementazione differenti (ad esempio le modifiche in due fasi in Lettonia),
  • misure temporanee rispetto a quelle permanenti (ad esempio la riduzione dell’IVA sugli alimenti in Svezia fino al 2027),
  • eccezioni settoriali specifiche (ad esempio l’esclusione degli alloggi dalla prevista aliquota al 9% in Irlanda).

 

Prossimi passi per imprese e team fiscali

Con l’avvicinarsi del 2026, le organizzazioni dovrebbero considerare di:

  • condurre un’analisi d’impatto IVA in tutte le giurisdizioni interessate;
  • verificare che i sistemi ERP e di fatturazione siano aggiornati correttamente;
  • rivedere le strategie di pricing nei settori soggetti ad aumenti significativi;
  • comunicare tempestivamente le modifiche a clienti e partner;
  • monitorare gli aggiornamenti normativi, poiché alcune misure (come quelle previste in Irlanda) restano proposte in attesa di approvazione definitiva.

Le modifiche IVA previste per il 2026 riflettono un panorama fiscale europeo dinamico e in evoluzione. Che la tua organizzazione operi nei settori dell’ospitalità, del retail, dei trasporti o dei servizi, prepararsi per tempo sarà fondamentale per garantire la conformità ed evitare impatti economici inattesi.

Se hai bisogno di supporto per valutare come questi cambiamenti possano influenzare le tue operazioni, le politiche di prezzo o i processi di reporting, il nostro team è a tua disposizione.

 

Opportunità di rimborso IVA per imprese non residenti nel 2026

Oltre alle modifiche alle aliquote IVA, il 2026 presenta importanti opportunità per le imprese di recuperare l’IVA sostenuta all’estero. Le aziende non stabilite in un determinato Paese ma che sostengono IVA locale su spese quali viaggi, alloggi, eventi, carburante o attrezzature possono avere diritto al rimborso tramite i regimi nazionali o le procedure previste dalla Direttiva UE.

Comprendere dove l’IVA sia recuperabile, parzialmente recuperabile o indetraibile può avere un impatto significativo sulla liquidità, soprattutto per le organizzazioni con frequente attività transfrontaliera.

A supporto di questa analisi, la tabella seguente fornisce una panoramica Paese per Paese delle regole di rimborso IVA per soggetti non residenti, includendo:

  • valuta IVA applicabile;
  • scadenza per la presentazione delle domande;
  • ammissibilità al rimborso per categoria di spesa (ad esempio alloggi, ristoranti, eventi, fiere, formazione, attrezzature, costi di uffici di rappresentanza, noleggio auto, trasporto passeggeri, carburante e altre spese);
  • note su limitazioni, IVA indetraibile e condizioni particolari.

La panoramica copre sia Paesi UE sia alcune giurisdizioni extra-UE selezionate, consentendo alle imprese di individuare rapidamente dove le richieste di rimborso possano essere convenienti e dove invece si applichino restrizioni.

 

Come utilizzare la tabella

Le imprese possono utilizzare queste informazioni per:

  • dare priorità alle richieste di rimborso nei Paesi con elevato potenziale di recupero;
  • pianificare correttamente l’IVA non recuperabile;
  • definire politiche di viaggio e approvvigionamento che massimizzino il recupero dell’IVA;
  • individuare le giurisdizioni in cui potrebbe essere necessaria una registrazione IVA, anziché una procedura di rimborso, per recuperare l’imposta.

Considerata la complessità e la frequente evoluzione normativa in questo ambito, l’ammissibilità al rimborso dovrebbe essere sempre valutata alla luce delle regole locali, dei requisiti documentali e delle condizioni di reciprocità.

Scarica la tabella completa

 

Considerazioni strategiche

Se lette congiuntamente alle modifiche alle aliquote IVA 2026 illustrate in precedenza, le strategie di rimborso IVA assumono ancora maggiore rilevanza:

  • aliquote IVA più elevate aumentano il valore dell’IVA recuperabile;
  • le modifiche alle aliquote ridotte o ordinarie possono cambiare l’impatto finanziario delle spese non recuperabili;
  • trattamenti non uniformi tra Paesi accrescono il rischio amministrativo e di compliance.

Una gestione proattiva del recupero IVA può quindi rappresentare sia una misura di controllo dei costi sia una tutela in termini di conformità fiscale.

Se la tua organizzazione desidera supporto nella valutazione dell’ammissibilità ai rimborsi, nella predisposizione delle domande o nella definizione di una strategia di recupero IVA in linea con le attività previste per il 2026, i nostri specialisti sono pronti ad assisterti.

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