Sommario
Molte imprese non ne sono a conoscenza, ma il sistema CONAI prevede la possibilità di ottenere il rimborso del contributo ambientale già versato sugli imballaggi, quando i prodotti non diventano rifiuti in Italia perché esportati all’estero.
Questa opportunità consente alle imprese di recuperare liquidità e ridurre i costi, se rispettano requisiti precisi e scadenze definite.
Chi può richiedere il rimborso CONAI
Il rimborso CONAI è riservato esclusivamente alle imprese consorziate (art. 220 e ss. del D.Lgs. 152/2006 e regolamenti consortili).
Sono interessate:
- le imprese produttrici di imballaggi;
- le imprese utilizzatrici che immettono imballaggi al consumo sul mercato nazionale;
- gli importatori di imballaggi vuoti o pieni.
Se l’imballaggio viene poi esportato, l’impresa può richiedere il rimborso del contributo già assolto.
Fattispecie di rimborso CONAI
È possibile attivare una procedura di rimborso in relazione agli imballaggi e/o materiali di imballaggio, pieni e/o vuoti, sui quali il contributo CONAI sia già stato assolto dall’impresa cedente.
I principali casi di rimborso sono:
- l’esportazione degli imballaggi diretta verso Paesi extra-UE;
- le cessioni intracomunitarie verso gli Stati dell’UE, quando i prodotti lasciano fisicamente il territorio nazionale;
- le vendite ad esportatori abituali, documentate da prove di uscita dal territorio.
La regola base è semplice: se l’imballaggio non diventa rifiuto in Italia, il contributo ambientale CONAI può essere recuperato.
Scadenza rimborso CONAI 2026
Il rimborso relativo al contributo versato nel 2025 deve essere richiesto entro il 28 febbraio 2026.
Si tratta di un termine perentorio: oltre questa data non sarà più possibile recuperare le somme versate.
Per questo motivo è fondamentale attivarsi subito: preparare la documentazione richiede tempo e pianificazione.
Documenti per ottenere il rimborso CONAI
Tra i principali documenti richiesti da CONAI a supporto dell’istanza di rimborso troviamo:
- fatture di vendita;
- dichiarazione IVA:
- schede tecniche degli imballaggi esportati;
- dichiarazioni di esportazione;
- altre prove idonee a dimostrare l’avvenuta esportazione.
Una documentazione completa e ordinata aumenta le possibilità che la richiesta venga accolta senza rilievi.
Iter della richiesta di rimborso
La richiesta va presentata tramite il portale CONAI, utilizzando i moduli ufficiali.
L’iter prevede:
- invio dell’istanza con i documenti allegati;
- verifica da parte di CONAI, che può richiedere chiarimenti o integrazioni;
- accoglimento della domanda ed erogazione del rimborso, solitamente entro alcuni mesi.
È quindi importante essere pronti a un eventuale follow-up.
Perché agire ora
La scadenza del 28 febbraio 2026 sembra lasciare agio alle imprese, ma la raccolta dei documenti e la predisposizione delle pratiche richiedono tempo, se si vuole costruire un dossier solito a prova di verifica che consenta di ottenere il rimborso del quale si ha diritto sino all’ultimo centesimo.
Agire subito significa non perdere l’opportunità di ottenere il rimborso in tempi rapidi, recuperando risorse preziose da poter reinvestire.
Se la tua impresa esporta prodotti con imballaggi sui quali è stato assolto il contributo CONAI, contatta i nostri esperti per verificare insieme la possibilità di ottenere il rimborso.