Consulenza Iperammortamento 2026–2028: come sfruttare l’agevolazione per gli investimenti in beni strumentali e tecnologie avanzate
L’iperammortamento 2026–2028 è un’agevolazione fiscale introdotta per sostenere le imprese che investono in beni strumentali avanzati, tecnologie digitali 4.0 e soluzioni per la transizione energetica.
La misura consente una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto degli investimenti agevolabili, da utilizzare ai fini della determinazione della base imponibile, incentivando il rinnovamento dei processi produttivi e delle infrastrutture aziendali.
Rispetto alle misure precedenti, l’iperammortamento si inserisce in un quadro normativo più strutturato, che prevede requisiti tecnici puntuali, obblighi documentali specifici e un iter procedurale definito. L’obiettivo dei servizi di consulenza sull’iperammortamento è favorire investimenti coerenti con i processi di innovazione tecnologica e digitale, garantendo al contempo un utilizzo corretto e tracciabile dell’agevolazione.
I nostri servizi
Affidati a Ayming
Iperammortamento 2026 – 2028
Aiutiamo le imprese lungo l’intero ciclo di vita dell’iperammortamento, trasformando un quadro normativo complesso in un percorso strutturato, governabile e orientato alla riduzione del rischio fiscale.
Il nostro approccio alla consulenza iperammortamento integra competenze fiscali, tecniche e procedurali e accompagna l’impresa dalla valutazione iniziale fino alla fruizione dell’agevolazione, garantendo coerenza normativa e solidità documentale.
Valutiamo preliminarmente la coerenza degli investimenti rispetto ai requisiti normativi, temporali e oggettivi previsti dall’iperammortamento 2026–2028.
Questa fase consente di individuare tempestivamente eventuali criticità e di orientare correttamente le decisioni di investimento.
Supportiamo l’impresa nella gestione dell’intero iter comunicativo tramite il portale del GSE, assicurando la corretta predisposizione delle comunicazioni previste e il rispetto delle scadenze normative.
Affianchiamo l’impresa nella predisposizione della documentazione tecnica e contabile e nella gestione di eventuali verifiche da parte del GSE o dell’Agenzia delle Entrate, contribuendo a ridurre il rischio di decadenza e recupero dell’agevolazione.
Valutiamo preliminarmente la coerenza degli investimenti rispetto ai requisiti normativi, temporali e oggettivi previsti dall’iperammortamento 2026–2028.
Questa fase consente di individuare tempestivamente eventuali criticità e di orientare correttamente le decisioni di investimento.
Supportiamo l’impresa nella gestione dell’intero iter comunicativo tramite il portale del GSE, assicurando la corretta predisposizione delle comunicazioni previste e il rispetto delle scadenze normative.
Affianchiamo l’impresa nella predisposizione della documentazione tecnica e contabile e nella gestione di eventuali verifiche da parte del GSE o dell’Agenzia delle Entrate, contribuendo a ridurre il rischio di decadenza e recupero dell’agevolazione.
FAQ sull’iperammortamento 2026–2028
L’iperammortamento 2026–2028 è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di bilancio 2026 (Legge 199/2025) che consente una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi.
Rispetto alle misure Transizione 4.0 e Transizione 5.0, si tratta di una misura unica e continuativa per il triennio 2026–2028, caratterizzata da requisiti tecnici, documentali e procedurali più strutturati.
L’accesso al beneficio non è automatico e richiede una corretta impostazione dell’investimento fin dalle fasi iniziali.
Per un’analisi più approfondita del quadro normativo, dei requisiti tecnici e degli adempimenti previsti, è possibile consultare l’articolo di approfondimento sull’iperammortamento 2026–2028: come accedere all’agevolazione, requisiti per gli investimenti, comunicazioni e oneri documentali.
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, senza possibilità di proroga tramite acconti o ordini antecedenti.
Ai fini temporali:
-
per i beni mobili, rileva la data di consegna o spedizione (o il trasferimento della proprietà se successivo);
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per gli impianti FER, rileva la data di fine lavori.
Una pianificazione non coerente con le scadenze normative può comportare la perdita del beneficio, anche in presenza di investimenti tecnicamente idonei.
Per questo motivo è consigliabile valutare l’iperammortamento prima dell’avvio dell’investimento, così da impostare correttamente tempi, documentazione e adempimenti.
L’interconnessione consiste nel collegamento del bene ai sistemi informatici aziendali di gestione della produzione o della rete di fornitura.
È un requisito essenziale per i beni inclusi negli allegati IV e V e deve essere tecnicamente verificabile, documentato in modo coerente e mantenuto nel tempo.
Nella pratica, le principali criticità emergono proprio sulla dimostrazione documentale dell’interconnessione, una delle cause più frequenti di decadenza dal beneficio.
La fruizione dell’iperammortamento richiede:
-
una perizia tecnica asseverata;
-
una certificazione contabile delle spese;
-
la corretta gestione delle comunicazioni verso il GSE.
Per investimenti fino a 300.000 euro è prevista una procedura semplificata tramite dichiarazione sostitutiva.
Una consulenza strutturata supporta il coordinamento tra aspetti tecnici, amministrativi e contabili, riducendo il rischio di rilievi e contestazioni.
L’iter è gestito tramite il portale del GSE e prevede comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva, una comunicazione di conferma e una comunicazione di completamento dell’investimento entro il 15 novembre 2028.
Il rispetto delle tempistiche e la coerenza delle informazioni trasmesse sono elementi fondamentali per evitare contestazioni.
Un supporto consulenziale consente di presidiare l’intero processo comunicativo, riducendo il rischio di errori formali o incoerenze documentali.
Sì. Il GSE e l’Agenzia delle Entrate possono effettuare controlli documentali e ispezioni anche a distanza di tempo, verificando la sussistenza dei requisiti tecnici, l’effettiva interconnessione e la completezza della documentazione.
In questo contesto, una consulenza continuativa supporta l’impresa nella gestione dei controlli e nella corretta conservazione della documentazione, contribuendo a mitigare il rischio di decadenza dal beneficio.
La decadenza può verificarsi in caso di:
-
documentazione assente o non conforme;
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mancato rispetto del requisito Made in EU;
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interconnessione non correttamente dimostrata;
-
superamento delle soglie tecniche previste.
In caso di fruizione indebita è previsto il recupero dell’agevolazione con interessi e sanzioni.
La documentazione deve essere conservata fino al decimo anno successivo al completamento dell’investimento.
La cumulabilità è possibile solo nei limiti previsti dalla normativa vigente e nel rispetto dei vincoli sugli aiuti di Stato.
Ogni situazione va valutata caso per caso, soprattutto in presenza di altre misure agevolative, per garantire la corretta applicazione delle regole e ridurre il rischio di contestazioni, come la Nuova Sabatini.