Torna a Servizi

Fiscalità e Compliance Internazionale

Soluzioni fiscali strategiche per ottimizzare la tua competitività globale

Scopri Fiscalità e Compliance

Scopri tutti servizi

Accordo UE-Mercosur: dazi, origine e compliance, cosa cambia per le imprese esportatrici

Accordo UE-Mercosur

Autori

Andrea Spagnoli

Tax Lawyer | VAT & Fiscal Expert

Accordo UE-Mercosur: liberalizzazione degli scambi e riduzione dei dazi per l’export europeo

Dal 1° maggio è entrato in vigore, in via provvisoria, l’accordo tra Unione europea e Mercosur, segnando un passaggio rilevante nelle relazioni commerciali tra le due aree.

Eliminazione dei dazi fino al 90% degli scambi

L’intesa prevede la progressiva eliminazione dei dazi su oltre il 90% degli scambi, con una riduzione significativa dei livelli tariffari che, prima dell’accordo, potevano arrivare fino al 35% in settori come automotive, tessile e calzature, e fino al 27% per numerosi prodotti agroalimentari.

L’effetto è immediato in termini di maggiore competitività per le imprese europee, che possono accedere ai mercati sudamericani con costi ridotti e condizioni più favorevoli.

Apertura dei mercati e riduzione delle barriere tecniche

A ciò si aggiungono l’apertura degli appalti pubblici in condizioni di parità con gli operatori locali e una progressiva riduzione delle barriere tecniche al commercio, attraverso l’allineamento di standard e requisiti di conformità.

 

Regole di origine preferenziale: come ottenere i benefici tariffari ed evitare rischi doganali

Il beneficio tariffario non è automatico, ma subordinato al rispetto delle regole di origine previste dall’accordo.

Requisiti per l’origine preferenziale

Il prodotto deve qualificarsi come originario sulla base delle specifiche regole applicabili, che richiedono lavorazioni sostanziali e non meramente formali. Questo implica un’analisi preventiva della filiera produttiva e dei processi di trasformazione, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti richiesti.

Onere della prova e controlli doganali

In tale contesto, la gestione dell’origine assume una funzione centrale anche sotto il profilo del rischio: in caso di controlli, l’onere della prova ricade sull’operatore, che deve essere in grado di dimostrare, con documentazione adeguata, il rispetto delle condizioni previste.

Eventuali errori o carenze documentali possono comportare il diniego del trattamento preferenziale, con conseguente recupero dei dazi e possibili profili sanzionatori.

 

Impatti operativi per le imprese: compliance, documentazione e classificazione doganale

Dal punto di vista operativo, l’accesso alle preferenze richiede una gestione strutturata degli aspetti tecnici e documentali.

Prova di origine e dichiarazioni dell’esportatore

Le imprese devono predisporre una corretta prova di origine, attraverso certificati o dichiarazioni dell’esportatore conformi ai modelli previsti, anche nel periodo transitorio iniziale.

Cumulo bilaterale e gestione della filiera

Assume rilievo il cumulo bilaterale, che consente di considerare originari i prodotti realizzati con materiali dell’altra parte, purché sottoposti a lavorazioni sufficienti.

Ruolo della classificazione doganale

Parallelamente, la corretta classificazione doganale resta un elemento imprescindibile, in quanto determina la regola di origine applicabile e, di conseguenza, l’accesso al trattamento preferenziale.

Ne deriva che l’accordo, pur rappresentando un’opportunità concreta per l’export, richiede alle imprese un approccio consapevole e strutturato; senza una gestione adeguata di origine, classificazione e documentazione, il vantaggio tariffario rischia di rimanere solo potenziale.

 

Share