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Green Deal Europeo

Green economy growth concept with the businessman
Le news di Ayming Institute
13 Settembre, 2021

Dopo l’approvazione del PNRR italiano e di quello di altri undici Paesi da parte della Commissione europea e dell’ECOFIN, è stato adottato un altro importante volano per la crescita sostenibile dell’Italia e dell’intera Europa. Si tratta del pacchetto di azioni incluse nel programma “Green Deal Europeo”.

Green Deal Europeo: cos’è e quali sono gli obiettivi

Il Green Deal Europeo è la nuova strategia per la crescita dell’Europa. È un progetto ambizioso che si articola in misure mirate a contrastare il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale.

Le proposte della Commissione hanno come oggetto interventi in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità, idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. L’obiettivo finale è rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

Il primo intervento concerne la revisione –  in senso maggiormente restrittivo  –  del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS), provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensità energetica, fissando un prezzo e un limite massimo per le emissioni di carbonio.

Negli ultimi sedici anni –  grazie proprio al sistema di scambi  –  l’Unione Europea è riuscita a conseguire una riduzione delle emissioni provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensità energetica in misura pari al 42,8%. Il provvedimento ha, inoltre, garantito cospicui introiti per il bilancio comunitario, i quali, nel prossimo futuro, saranno interamente destinati a sostenere progetti connessi al clima e all’energia.

In secondo luogo, sono stati assegnati ad ogni Stato Membro obiettivi specifici –  basati sulle condizioni di partenza di ciascun Paese – di riduzione delle emissioni provenienti dalle PMI e dagli edifici, nonché di quelle derivanti dai processi agricoli, dal trattamento dei rifiuti e dal settore dei trasporti.

A titolo esemplificativo, è stato definito l’impegno per il settore pubblico di ogni Stato Membro di ristrutturare il 3% del proprio patrimonio edilizio ogni anno, con la finalità di ridurre il consumo energetico e stimolare la crescita di nuovi posti di lavoro.

Commissione europea e Green Deal: il piano d’azione

Al fine di raggiungere la neutralità climatica per le attività agricole entro il 2035, la Commissione europea ha previsto di piantumare tre miliardi di alberi in tutta Europa – anche allo scopo di migliorare la sostenibilità ambientale della biomassa. Inoltre, ha delegato agli Stati Membri la responsabilità di garantire l’assorbimento di 310 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio entro il 2030, rafforzando i propri pozzi naturali di assorbimento.

Particolari cure sono rivolte, poi, al settore dei trasporti: le emissioni delle autovetture nuove immatricolate dovranno diminuire, rispetto ai livelli di quest’anno, del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035. Sono anche previste:

  • L’istituzione di una rete affidabile in tutta Europa per il rifornimento di veicoli a zero emissioni con intervalli regolari sulle principali autostrade;
  • La possibilità per aeromobili e navi di accedere a fondi di energia elettrica pulita.

Sempre in tema di energia, la Commissione europea ha in programma la revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici, al fine di eliminare esenzioni obsolete e aliquote ridotte che potrebbero incoraggiare l’uso di combustibili fossili, in favore di nuove imposte ambientali. L’obiettivo dell’intervento non è soltanto la tutela dell’ambiente ma anche evitare ulteriori gravami sui redditi da lavoro e, così, favorire una crescita economica e sociale più equilibrata.

L’ultimo provvedimento proposto è, infine, l’imposizione di un prezzo del carbonio sulle importazioni di determinati prodotti in modo tale da contenere il rischio di rilocalizzare le emissioni a livello globale.

Le misure sono collegate e complementari tra loro e hanno come comune denominatore la volontà delle Istituzioni europee di garantire una transizione che renda l’Europa equa, verde e competitiva.

Una particolare enfasi viene posta sul concetto di equità: la proposta della Commissione precisa, infatti, che il peso delle responsabilità sarà distribuito tra i diversi settori e Stati Membri e che sarà istituito il Nuovo Fondo Sociale per il clima. Esso sarà finanziato direttamente dal bilancio pluriennale dell’Unione e sarà in grado di mobilitare ben 144 miliardi di euro di risorse pubbliche. Il Fondo ha la precisa finalità di evitare di esercitare nel breve periodo un’ulteriore pressione su famiglie, utenti dei trasporti e piccole attività economiche.

Come dichiarato dalla Commissione europea, il Green Deal “trasformerà l’Unione Europea in una società giusta e prospera, con un’economia di mercato moderna e dove le emissioni di gas serra saranno azzerate, e la crescita sarà sganciata dall’utilizzo delle risorse naturali”. È la prima volta che un’istituzione internazionale presenta un piano di transizione green così radicale e strutturato. La decisione di lanciare questo progetto da parte dell’organo europeo presieduto da Ursula von der Leyen rappresenta una forte presa di posizione che, nei prossimi anni, porterà a cambi radicali nella struttura sociale ed economica di tutti i Paesi dell’Unione.

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