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Fondo Nuove Competenze 2022 | In collaborazione con AIRI

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Podcast
Ottobre 20, 2022

In questa nuova puntata dei podcast firmati Ayming Institute abbiamo un’ospite d’eccezione: la dottoressa Sara Morisani, direttrice di AIRI Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, con la quale approfondiremo il Fondo Nuove Competenze che è appena stato rifinanziato con 1 miliardo di euro a valere sulle risorse React-EU.

Oggi approfondiremo il Fondo Nuove Competenze, una interessantissima misura che ha ad oggetto la formazione del personale.

Il Fondo Nuove Competenze è un Fondo pubblico gestito da ANPAL e cofinanziato dal Fondo sociale europeo, nato inizialmente per contrastare gli effetti economici dell’epidemia Covid-19, e attualmente ha l’obiettivo di finanziare la formazione dei dipendenti finalizzata all’acquisizione o al consolidamento di nuove competenze.

Rispetto alle classiche agevolazioni per la formazione – come ad es. i fondi paritetici interprofessionali che pure sono coinvolti –, siamo davanti ad un cambio di prospettiva: il Fondo Nuove Competenze agevola non il costo dei formatori, ma il costo orario dei dipendenti impegnati nelle attività di formazione.

In particolare: cosa copre il Fondo?

Il Finanziamento – a fondo perduto – non copre il costo delle attività formative ma quello delle ore di lavoro destinate alla formazione, per quanto riguarda la retribuzione oraria ed i contributi previdenziali ed assistenziali (non rientrano quindi tra i rimborsi i ratei di mensilità aggiuntive o TFR e il premio di produzione).

I corsi di formazione, in base all’articolo 3 e 4 del decreto, devono rispondere alla necessità di un aggiornamento dei lavoratori orientato alla creazione di competenze digitali e green per il conseguimento dei risultati attesi dal PNRR.

I progetti formativi hanno una durata minima di 40 ore per ciascun lavoratore coinvolto e massima di 200 ore.

Non c’è un limite minimo o massimo di dipendenti ammessi: possono partecipare tutti i dipendenti di un’azienda di tutti i livelli e inquadramento, dal semplice impiegato ai dirigenti. Sono compresi anche i lavoratori in somministrazione.

Quali sono altri vantaggi da evidenziare?

Il Fondo si rivolge a qualunque impresa privata, senza limiti dimensionali o settoriali,

copre al 100% i costi dei contributi assistenziali e previdenziali sia per la parte aziendale che del lavoratore e al 60% i costi della retribuzione oraria a carico del lavoratore per le ore destinate alla formazione.

Inoltre con il nuovo decreto del Ministero del lavoro datato 22 settembre 2022 che ha rifinanziato il Fondo e consentirà di aprire  una nuova finestra di agevolazioni, il legislatore ha ampliato il novero dei datori di lavoro che possono accedere alle risorse del Fondo includendovi coloro che hanno sottoscritto accordi di sviluppo per progetti di investimento strategico, dai quali emerga un fabbisogno di adeguamento strutturale delle competenze dei lavoratori, ovvero siano ricorsi al Fondo per il sostegno alla transizione industriale.  In questo caso i contenuti formativi possono anche non essere riferiti alla transizione digitale ed ecologica ma essere comunque referenziati ai descrittivi delle attività di lavoro classificate in Atlante del lavoro e delle qualificazioni.

Vengono incluse inoltre le società a partecipazione pubblica.

Il datore di lavoro può chiedere una anticipazione nel limite del 40% del contributo a fondo perduto concesso e per ottenerla è necessario presentare una polizza fideiussoria seguendo lo schema predisposto da ANPAL e scaricabile dal sito ANPAL.
Il contributo massimo per singola istanza non può superare i 10 milioni di euro.

Un altro vantaggio della misura è la flessibilità nella progettazione del piano formativo:

  • il piano può essere deciso liberamente dall’impresa, previa approvazione di una RSU, cioè una rappresentanza sindacale, interna o esterna.
  • Resta esclusa solo la formazione obbligatoria, come per esempio i corsi di sicurezza sul lavoro.

Le aziende che hanno partecipato nel 2021 possono ripresentare istanza per tutti i dipendenti e per le 200 ore totali.

E quali sono, invece, le eccezioni?

Gli oneri previdenziali e assistenziali coperti dal contributo devono essere conteggiati al netto degli eventuali sgravi contributivi fruiti nel mese di approvazione (sono fatti salvi gli sgravi disabili e per l’ apprendistato) inoltre poiché vige la regola del divieto del doppio finanziamento sui costi  i datori di lavoro dovranno- sul sistema informativo per la gestione del Fondo Nuove Competenze- compilare una specifica dichiarazione nella quale dovranno dichiarare, in particolare, che il costo del lavoro rendicontato è calcolato al netto di agevolazioni, sgravi contributivi e altre sovvenzioni pubbliche riferibili agli stessi lavoratori nel mese di approvazione dell’istanza.

Cerchiamo di dare un’idea concreta di quanto ci hai raccontato: facciamo un esempio o di calcolo.

Allora, come accennavo viene rimborsato l’intero costo orario dei dipendenti coinvolti

  • al netto di TFR e contributi,
  • fino ad un massimo di 200 ore per ciascun dipendente,

La formazione deve essere avviata e conclusa entro i 120 giorni dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria da parte dell’ANPAL.

Facendo un esempio, nel caso di 100 lavoratori coinvolti che svolgono tutti le 200 ore massime concesse dalla misura, il valore del contributo ottenibile si calcola considerando il valore di quota retribuzione (al netto di TFR e contributi) della quale verrà rimborsato il 60% e il valore della quota contributiva (sia riferita all’azienda che riferita al lavoratore) che verrà rimborsata al 100%, ma al netto di eventuali sgravi fiscali di cui l’azienda beneficia nel mese di presentazione della domanda (es. sgravi sull’assunzione..).

Simuliamo dunque 100 dipendenti X 200 ore X 10 euro di retribuzione (già il 60% del costo lavoro) +2 euro di contribuzione. L’importo del contributo ottenibile sarà pari a 240.000,00 euro.

Qual è una possibile data di apertura della misura?

Sarà rifinanziata una nuova finestra temporale con una dotazione complessiva di 1 miliardo di euro. Siamo in attesa di conoscere le date, ma ci aspettiamo una riapertura tra dicembre 2022 e gennaio 2023.

Trattandosi, come hai detto tu Federica, di una misura a sportello, il consiglio che darei alle imprese interessate è quello di iniziare a progettare il proprio piano formativo, in modo da farsi trovare pronti all’apertura del bando.

Quali sono le sue considerazioni in merito alla misura?

In conclusione, direi che ci troviamo di fronte ad uno strumento molto utile e generoso verso le necessità di riorganizzazione e cambiamento delle aziende sotto il profilo della formazione iniziale e continua del loro personale che invito ad utilizzare attraverso una adeguata e tempestiva pianificazione, anche avvalendosi di consulenza specializzata.

Airi sostiene le necessità del mondo della ricerca italiana, sia pubblica che privata, di creare nuove figure professionali quali ricercatori e tecnologici che sappiano affrontare le sfide del futuro e il Fondo Nuove competenze può essere uno strumento valido per aiutarle in questo percorso.

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