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Guida ai crediti d’imposta Transizione 4.0

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Le news di Ayming Institute
Aprile 20, 2024

Il Piano Transizione 4.0 è un’iniziativa strategica del Governo italiano volta a favorire la trasformazione digitale delle imprese e a stimolare l’adozione di tecnologie avanzate. Questo piano rappresenta l’evoluzione del precedente Piano Industria 4.0, ampliandone gli obiettivi e le misure di supporto.

Il focus del Piano Transizione 4.0 è sulla promozione degli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, e sulla diffusione delle competenze digitali. Tra le principali misure del piano Transizione 4.0vi sono il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, software, ricerca e sviluppo, e la formazione 4.0. L’obiettivo è quello di rendere le imprese italiane più competitive, resilienti e sostenibili, supportandole nell’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’Internet delle Cose (IoT), la robotica e la blockchain.

Il credito d’imposta per beni materiali 4.0

Il credito agevola i beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati ex allegato A legge 232/2016, inclusi i beni oggetto di “revamping” (macchinario obsoleto ammodernato tecnologicamente in logica 4.0), con nuovo serial number e nuova marcatura CEE, che risulti quindi nuovo di fabbrica.

A mero titolo di esempio, l’allegato A include tutti i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti, robot, le macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, macchine e strumenti per il carico e scarico automatizzati e/o dotati di sistemi di riconoscimento dei pezzi, magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Sono inclusi anche i dispositivi, la strumentazione e la componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti.

I beni devono obbligatoriamente avere tutte le seguenti 5 caratteristiche:

  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  • interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
  • rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

 

Inoltre, devono essere dotati di almeno due tra le seguenti ulteriori caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

 

Fino al 31 dicembre 2025 la misura del credito è fissata in misura pari al 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 10% per la quota di investimenti compresa tra 2,5 e 10 milioni e 5% per la quota di investimenti entro il limite massimo di 20 milioni di euro.

L’agevolazione può essere utilizzata esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dalla data di avvenuta interconnessione a condizione di essere in possesso della documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

La documentazione contabile, inoltre, richiede l’indicazione di un riferimento espresso alle disposizioni del credito d’imposta, commi da “1054 a 1058-ter” dell’articolo 1 della L. n. 178/2020 e s.m.i.

Oltre alla documentazione è necessario possedere una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti all’apposito albo ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato. Nel caso in cui il costo unitario di acquisizione è inferiore a 30.000 euro, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria.

 

Il credito d’imposta sui beni immateriali 4.0

Il credito prevede un’aliquota pari al 15% del costo dei beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati inclusi nell’allegato B Legge 232/2016 entro il limite massimo di 1 milione. L’aliquota sarà ridotta al 10% nel 2025.

Nell’allegato B sono inclusi software, sistemi, piattaforme e applicazioni anche qualora fruiti in soluzioni di “cloud computing” per la quota loro imputabile.

I beni possono essere finalizzati alla progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche.

Ad esempio, sono agevolabili anche soluzioni per la progettazione dei sistemi produttivi secondo i flussi di materiali e informazioni, il reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali, l’Industrial Internet  of  Things, il cloud computing, la cybersystem, cybersecurity, le tecnologie 3D o la supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce.

 

Beneficiari dei crediti d’imposta Transizione 4.0

Entrambe le misure sono rivolte a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, senza limiti di forma giuridica, dimensione, settore economico, nonché le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza alcun vincolo ulteriore a carico delle grandi imprese.

Sono escluse solamente le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9 comma II del D.Lgs. 231/2001.

 

Le novità introdotte per il 2024 al Piano Transizione 4.0

Se la Legge di bilancio per l’anno 2024 non aveva apportato particolari cambiamenti alla disciplina dei crediti d’imposta 4.0 lasciando inalterate le disposizioni introdotte dalla precedente Legge n. 14/2023, il Decreto-Legge 29 marzo 2024 n. 39 ha introdotto nuovi oneri documentali allo scopo di garantire il corretto monitoraggio finanziario degli interventi.

Anche se il decreto è entrato in vigore il 30 marzo 2024, è stato previsto un regime provvisorio ad effetti retroattivi, imponendo l’obbligo della comunicazione finale ex post anche nel caso di investimenti in beni strumentali 4.0 relativi al 2023, maturati e non ancora fruiti. Questo, sotto pena di impossibilità di procedere alla compensazione.

Sul Modello del nuovo credito Transizione 5.0, il Decreto ha istituito l’obbligo di comunicazioni telematiche ex ante ed ex post sulla base di un modello che è stato reso disponibile dal MIMIT a fine aprile 2024.

Dal 18 maggio 2024, il GSE ha attivato una nuova funzionalità semplificata per l’invio del modello di comunicazione tramite il portale online. Questo aggiornamento mira a facilitare le imprese nell’accesso al credito d’imposta per beni strumentali, snellendo le procedure burocratiche e migliorando l’efficienza del processo.

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